Alessandro Paternesi

Alessandro Paternesi Batterista e compositore

Alessandro Paternesi P.o.V. Quintet

PATERNESI AL FANO JAZZ CLUB. RECENSIONE DI ALDO PROCIDA

di Aldo Procida_Territoriomusicale.it
Venerdì 23 novembre 2012 – Alessandro Paternesi P.O.V. Quintet – ore 21,30 – “Pala J” Porto Turistico Marina dei Cesari, Fano.

Come fatto dallo stesso Alessandro Paternesi, il primo plauso va al patron delFano Jazz Club, Adriano Pedini, perché da spazio a nuovi musicisti, regalando loro la possibilità di esibirsi in un contesto con un pubblico qualificato come quello del Jazz Club di Fano e permettendogli così di verificare nel migliore dei luoghi i loro progetti…

Alessandro Paternesi è un giovane batterista molto apprezzato nel circuito jazz nazionale e dopo averlo ascoltato capisco bene il perché.
Pur essendo un musicista meno che trentenne m’è sembrato di ravvisare nel suo modo di suonare una grandissima sensibilità e presenza…spesso infatti il jazz ci abitua a gesti e performance “muscolari” dove virtuosi mettono in mostra la loro possanza in un gioco di addizione di volumi e frasi turbinose.
Tutt’ altro si ascolta in questo progetto di Paternesi, infatti in questo spazio sonoro l’apporto di ogni musicista è ciò che conta e mai come in questo caso l’idea di “insieme” è più fondante.
Il concerto si snoda in una narrazione dove ogni musicista partecipa alla creazione di un percorso melodico, poetico, spesso sorprendentemente nostalgico vista la giovane età del collettivo dove l’apporto di ognuno è disegnato nell’interesse dell’idea da proporre; in questa formula risiede la maggiore tipicità e originalità di questo lavoro concertistico e discografico, infatti in questa performance live ed a differenza del Jazz “Main Strem” più usuale, gli assoli sono rarefatti ed al servizio dell’idea d’insieme…spesso gli interventi dei solisti sono quasi piccoli spunti impressionistici tesi a descrivere più che a mostrare.
L’intero lavoro è un ricercare continuo di “soluzioni” diverse, sorprendenti ritmicamente e melodicamente, ma senza mai abbandonare una voluta pacatezza ed una sobrietà generale dell’esposizione. Il concerto ha spesso atmosfere crepuscolari che a mio avviso, mettono in risalto una forte vena romantica del leader.
L’accompagnamento dei solisti di Paternesi non è mai impetuoso, ma sempre al servizio di ciò che i solisti propongono, in questa predisposizione risiede una grande maturità a mio avviso ed è ciò che ho più apprezzato in questo giovane autore oltre che batterista.
Segnalo da ultimo la bravura e la simpatia di tutti i componenti del gruppo e la verve comunicativa del Paternesi “presentatore” che al microfono non si risparmia.
Un solido “bravo” va al chitarrista Federico Casagrande il quale credo sia un musicista prezioso.
Casagrande mi ha colpito per la grande musicalità ed il bellissimo timbro metheniano e per un assolo/intro di un brano a metà strada tra musica classica e jazz che ho apprezzato tantissimo per la delicatezza e l’estro, oltre che per la bravura tecnica ed espressiva.
Ancora una volta dunque la conferma che i giovani hanno molto da dire e tanto più in musica; un mio sentito augurio a tutti loro.
Aldo Procida

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