Alessandro Paternesi

Alessandro Paternesi Batterista e compositore

Dedicato

Dedicato Alessandro Paternesi P.O.V. Quintet

► 1  Bass vs melody (K.W.) 5.11
► 2  Song for India 4.19
► 3  Vai…lentina 4.28
► 4  C.Z. 2.05
► 5  I’ll remember you 2.57
► 6 D.B. part.1 3.20
► 7 D.B. part.2 2.57
►  8 B.B. 3.08
►  9 Corale 6.49
►  10 Per Chopin parte1 5.51
►  11 Per Chopin parte2 5.31
►  12 Mè…me 4.41

Enrico Zanisi – Pianoforte
Simone La Maida – Sassofono alto e soprano
Gabriele Evangelista – Contrabbasso
Francesco Diodati – Chitarra elettrica
Alessandro Paternesi – Batteria

Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di scrivere musica perché mi sembrava l’unico modo per fermare delle istantanee, e il modo più facile per esprimere i miei sentimenti più intimi. Questo mi succede ogni volta che, nel vivere questa meravigliosa vita, gli eventi mi portano a confrontarmi con ciò che mi accade intorno, bello o brutto che sia: la bellezza della nascita, il dolore della morte, la gioia o la sofferenza per una donna, la magia di sentire al proprio fianco un compositore scomparso centocinquanta anni fa, i luoghi fittizi in cui ti porta l’ascolto smodato di un disco, di un’opera o di una sinfonia, la bellezza e la difficoltà nel tentare di emulare i tuoi maestri , la passione e la fatica di dedicarsi alla musica libera, la ricerca e le riflessioni, che sai che non finiranno mai, su come riuscire ad esprimere te stesso attraverso il tuo strumento e la tua musica.
Ecco, questo in sintesi è ciò che vorrei trasmettere con questo lavoro, il mio piccolo ma personale punto di vista nel vedere la musica e le esperienze che mi hanno formato”.

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ASCOLTA “DEDICATO” 

Guida all’ascolto

  • Bass vs melody (K.W.) è dedicato a Kenny Werner, pianista e compositore americano in piena attività creativa, didattica emusicale. Su di lui ho concentrato parte della mia ricerca musicale e non solo.
  • Song for India. Nel 2011, a sorpresa, un viaggio a Nuova Delhi con il quartetto di Enzo Pietropaoli. Un’esperienza toccante, formativa e penetrante, un’occasione per carpire l’essenza di quella cultura per me nuova, colori, profumi e sapori che ho cercato di fotografare con questo brano.
  • Vai…lentina è l’ultimo brano scritto per questo disco che esprime, nel quadro sonoro disegnato dal contrabbasso e dal pianoforte, tutta l’instabilità di questo momento storico. E pensare che doveva essere un brano semplice, di facile ascolto!
  • Ho avuto la fortuna di conoscere una musicista straordinaria e di grande energia con cui ho l’onore di collaborare: Cristina Zavalloni, a cui C.Z. è dedicato. I colori della sua voce mi hanno guidato nell’immaginazione e nella scrittura di queste melodie.
  • I’ll remember you è dedicato ad una persona che ora non c’è più e che mi piace ricorda- re con questo brano. Quasi un’elegante marcia funebre, in tre quarti, che da una melodia iniziale molto intensa si sviluppa in maniera serena e garbata come era questa persona in vita.
  • Nella musica improvvisata c’è un sassofonista che ha segnato i miei ascolti: il suo nome è David Binney a cui è dedicato D.B. La forma è articolata in due parti: la prima molto energica e concepita principalmente per la chitarra solista, la seconda più riflessiva, caratterizzata dall’effetto delay (ritardo) eseguito dal vivo da tutti gli strumenti.
  • B.B. Sono le iniziali di Brian Blade, musicista e compositore che più di tutti mi ha segnato strumentalmente. Ricordo con emozione la prima volta che lo vidi suonare dal vivo, vicinissimo a me in un teatro: delicatezza e energia, maestria e istinto, il tutto unito e volto al servizio della musica.
  • L’ estrazione classica da cui provengo ha fatto sì che mi appassionassi ai Corali, magnifica forma musicale attraverso la quale una melodia viene armonizzata a quattro voci. Corale ne è la mia “imperfetta” rivisitazione.
  • Per Chopin più che una dedica, questo brano è il mio omaggio a Frédéric Chopin. Le sue opere sono state la colonna sonora degli anni che ho vissuto a Perugia: le prime esperienze di vita indipendente, i primi gruppi, gli amici cari. Un periodo che non dimenticherò mai.
  • Mè…me. Una ballata dove il suono e il rapporto tra gli strumenti è l’elemento principale. Il tema iniziale lascia la scena al contrabbasso, accompagnato da pochissimi interventi. L’armonia porta la mente a spazi aperti, alla decompressione dalle informazioni e dagli stimoli ricevuti fino ad ora nell’ascolto.

Song For India – Video

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